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OMELIA DELL’EPIFANIA

Cattedrale di Ferrara

06/01/2017

Sia lodato Gesù Cristo!
L’Epifania è la rivelazione della definitiva presenza di Dio in Gesù Cristo, nel bambino Gesù riconosciuto da tutta la storia e da tutto il cosmo come senso profondo dell’esistere, del vivere e del morire. Una luce irresistibile si leva dalla presenza di Cristo e investe la storia, sconfigge le tenebre che ancora sono presenti nel mondo, sconfigge il male e dà una parola definitiva su tutto ciò che di negativo l’esperienza umana offre nel suo cammino.
Questa luce definitiva, però, non rimane chiusa nell’esperienza di Gesù Cristo, ma diventa nostra e - mentre su tutto c’è tenebra - splende la luce su ciascuno di coloro che credono in Gesù Cristo e su coloro che di generazione in generazione lo hanno riconosciuto come Signore della vita. Questi, fratelli e sorelle, entrano a far parte di tale permanente Epifania.
La Chiesa è soggetto di questa permanente Epifania attraverso la sua missione ed è nella missione della Chiesa che la potenza della luce di Dio investe ogni uomo di ogni tempo, e pone le generazioni davanti alla grande possibilità di accogliere Dio in Cristo e camminare verso la pienezza della vita o rifiutarla, negandosi la felicità e la bellezza del vivere.
Fratelli, la Chiesa ha come forma del suo esistere e come movimento del suo essere la comunicazione di Cristo agli uomini, ovvero la missione cristiana, perché noi siamo al mondo per favorire l’incontro fra Cristo e il cuore di ogni uomo. Siamo al mondo nelle circostanze di ogni giorno, liete o tristi, favorevoli o negative, piene di senso e di significato oppure meschine, per portare, attraverso al nostra vita e la nostra testimonianza, a tutti gli uomini che ci vivono accanto la grande e unica manifestazione di Dio che è Gesù Cristo, Signore della vita e della morte, centro del cosmo e della storia. Così la nostra vita si anima, non per la previsione che non ci saranno problemi o difficoltà, non per la presunzione di riuscire con i nostri intendimenti e con i nostri progetti, perché il Regno di Dio non è un insieme di progetti, ma è la presenza misteriosa del mondo nuovo di Dio nel mistero della Chiesa. Noi siamo protagonisti di questo mondo nuovo e non perché facciamo chissà che cosa, ma perché testimoniamo.
Che dirvi, dunque, all’inizio di questo nuovo anno se non di rifugiarsi lietamente sotto il manto della Madonna delle grazie, per potere partecipare con tutta la nostra intelligenza e volontà a questo grande ed inesauribile cammino della Chiesa che, di generazione in generazione, incontra ogni uomo e ad ognuno dice la parola della verità, della liberazione e della salvezza. Tocca a noi dire la parola della verità, non le parole che tutto il mondo dice o che la gente si aspetta. Non dobbiamo fare da ripetitori al mondo e alla sua ideologia e non dobbiamo abbracciare ideali di vita così meschini che lasciano sempre inesorabilmente delusi, ma dobbiamo abbracciare la forza della verità e della bellezza che è in Cristo e in noi, perché questo è il mistero della fede: la bellezza e la grandezza di Cristo è in ciascuno di noi.
Lieti, dunque, fratelli e sorelle, inesorabili e non contando sulle nostre forze, ma contando sulla fede in Lui e capaci di mettere ogni istante della nostra vita al suo servizio, perché attraverso di noi e la nostra testimonianza il mondo creda. Così sia.

Saluti finali
Ringrazio innanzitutto la Madonna alla cui inequivocabile protezione debbo se sono uscito sostanzialmente in modo positivo da una prova di carattere fisico che mi ha tenuto in ospedale dieci giorni. Affidarsi alla Madonna è l’unica strada per il nostro benessere che non è soltanto spirituale ma anche fisico. Ringrazio tutti coloro che hanno pregato per me in questi giorni, perché è stata una esperienza reale la preghiera di questo mio popolo affinché mi fossero risparmiate cose più gravi. Mentre diciamo questo, fratelli e sorelle, dobbiamo pur dire una parola gravissima sul momento che la Chiesa vive.
In questi giorni del Natale, e non mi ha favorito perché mi ha reso ancora più affranto di quanto non lo fossi già, ho visto tante notizie sconfortanti, che passano attraverso i mezzi della comunicazione, su decine e decine, forse centinaia, di presepi violati dall’odio che ci circonda. Mi ha rattristato molto vedere questo odio verso Cristo e verso la Madonna. Bambinelli sottratti ai presepi e buttati per le strade e immagini della Madonna tolte dai presepi, dalle edicole e fatte trovare distrutte a pochi metri di distanza. Non c’è Cristo senza Maria e non c’è Maria senza Cristo. Non posso non segnalare una cosa ancora più grave, perché l’odio del mondo non è una cosa che mettiamo in preventivo, ovvero che alcuni teologi o teologhe, o sedicenti tali, su fogli anche ufficiosi del mondo cattolico possano cominciare a scrivere cose anche gravissime contro la Madonna e contro l’insieme del dogma mariano che fa corpo con l’insieme del dogma cristologico. Attaccare Maria, anche sul piano teorico, è un atto di gravissima irresponsabilità e di consapevole servizio al demonio, perciò chiunque assumesse questa posizione è fuori della Chiesa e tengo a dirlo a tutti voi che siete qui: chiunque assuma, pubblicamente o anche solo privatamente, queste posizioni contro la madonna è ipso facto fuori dalla nostra comunità ecclesiale. Così sia.

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