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OMELIA S. MESSA DELLE PALME

08/04/2017

Sia lodato Gesù Cristo!
È l’ora del Signore, è l’ora della sua Chiesa, è l’ora di ciascuno di noi, perché oggi noi viviamo l’ora di Cristo, l’ora della sua morte e della sua risurrezione. Riviviamo il tradimento dei molti che lo tradirono cominciando da uno dei dodici, con il quale non ci sarà difficile identificarci anche solo per qualche momento. Vediamo scorrere i protagonisti di questa che fu l’ora di Cristo, l’ora dei traditori, l’ora del popolo manipolato dai potenti perché si ottenesse, il più rapidamente possibile, una evidente ingiustizia: l’eliminazione del giusto per motivi abbietti di potere.
Ci identifichiamo anche in quel povero Pietro che ebbe l’impeto di dedicare la sua vita a Lui e poi lo rinnegò, ma alla fine di questo rinnegamento ebbe l’umiltà e la forza di chiedere perdono.
Ciascuno di noi partecipa a questo momento, fratelli, nell’una o nell’altra delle posizioni, ma ciascuno di noi vive oggi l’ora di Cristo, l’ora della Passione che introduce alla Risurrezione, l’ora della violenza operata su di Lui dalla quale è scaturita, per ogni uomo che crede, la vita nuova che ci è stata donata e alla quale possiamo sempre e di nuovo partecipare come un presente, perché noi non ricordiamo una cosa lontana, ma riviviamo un presente perché riaccade l’avvenimento della Passione, Morte e Risurrezione.
Siamo un piccolo gruppo. La Madonna ci ha concesso di essere oggi un piccolo gruppo, ma vivo e caratterizzato da una sua precisa coscienza, da una volontà di essere dentro questo mondo così lontano da Cristo, una presenza viva che urge questo mondo, perché ancora una volta riconosca Cristo.
La Madonna ci ha premiato al di là dei nostri meriti, senz’altro dei miei, e oggi la presenza di voi giovani mette nel mio cuore una grande speranza: che ritorni una presenza viva dei giovani capaci di investire i loro compagni e di porli di fronte al grande e definitivo annunzio che il Signore è con noi e perciò la nostra vita è destinata, già fin d’ora, a camminare verso la sua pienezza in Lui, con Lui e per Lui.
Abbiamo appena lambito questa nostra città, così assente, così lontana, infatti negli occhi di quelli che ci guardavano siamo stati un piccolo episodio di folklore cattolico e poi sbrigativamente hanno voltato la faccia dall’altra parte, e tutto, hanno pensato, è tornato come prima, come coloro che hanno visto passare il Signore con la croce e che pensarono che ormai fosse tutto finito.
Noi sappiamo che è tutto finito, ma in un modo profondo, sostanziale, terribilmente attuale è pieno di letizia e di pace, perché il Signore è con noi, morto e risorto, Signore della morte e della vita, Signore della storia e si affida alla nostra testimonianza, numericamente ancora ridotta ma viva.
Fratelli miei, concludo questa mia esperienza fra di voi e di servizio alla vostra fede e alla vostra carità con una grande speranza, la speranza che la Chiesa ricominci a vivere partendo dai giovani e che i giovani sappiano essere testimoni credibili della morte e della risurrezione del Signore, sappiano essere sulla via di tutti i loro compagni una proposta chiara che mette l’uomo di fronte ala grande alternativa, quella dell’amore o quella del rifiuto.
Il Signore che ci ha concesso di fare questi primi passi si carichi con noi del nostro cammino come si è caricato duemila anni fa del cammino della Chiesa, come si carica ogni giorno del cammino della sua Chiesa e quindi del cammino di ogni cristiano. Ci accompagni ad essere testimoni della sua morte e della sua risurrezione, per il bene nostro e di tutti gli uomini che ci vivono accanto e ciò che oggi è soltanto un inizio maturi, si esprima, in profondità e verità ed anche in quantità perché il mondo creda. Così sia.

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