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Omelia alla Veglia di Pasqua

15/04/2017

Sia lodato Gesù Cristo!
La risurrezione del Signore Gesù Cristo è il contenuto fondamentale ed esclusivo della nostra fede, perché noi siamo coloro che nel mondo confessano che Gesù Cristo è risorto dai morti e vive in mezzo a noi.
La fede nella risurrezione di Gesù Cristo, pertanto, non è un insieme di sentimenti spirituali che ciascuno può perseguire nella sua vita privata senza nessun nesso con la vita e la storia della Chiesa. Meno che mai questa fede può essere la base di un progetto di carattere etico e sociale.
La fede è un incontro che i primi hanno fatto con Lui liberato definitivamente dal male, tolto alle tenebre e investito da quella luce che era Dio e da quel momento brilla nel cuore dell’uomo. La fede, dunque, è essere investiti dalla vita nuova di Gesù ossia travolti dalla vita del Signore risorto che stabilisce con noi una prossimità e una parentela nuova, infatti siamo figli di Dio perché siamo fratelli del risorto. Fra noi e Dio e si stabilisce una filiazione per cui noi non dipendiamo più dalle circostanze della vita, dalla carne e dal sangue, ma dipendiamo dalla Sua presenza.
Questa sera, nella solenne celebrazione del Signore, noi siamo chiamati, come il primo giorno, a vederlo vivo e risorto in mezzo a noi ma soprattutto siamo chiamati ad entrare con coraggio e con decisione in questa vita nuova che ci fa diversi da ogni uomo che viene in questo mondo, perché questa famiglia di Dio, la Chiesa, è di più di qualsiasi famiglia umana in quanto realizza, in modo pieno e trascendente, ogni desiderio di autentica socialità. La Chiesa è frutto dello Spirito ed è per questo che è una parentela nuova: «Io sarò il loro Dio e loro saranno il mio popolo» (Ger 31,33). Questa misteriosa profezia si è compiuta in Gesù Cristo, morto e risorto, arriva fino a noi e ci coinvolge con la sua vita, affinché la sua vita diventi la nostra vita.
Crediamo nel Signore risorto!
E aspettiamo che ogni giorno di più la nostra esistenza umana sia trasformata dalla sua presenza in una nuova intelligenza, in una nuova sensibilità, in una nuova capacità di aprirsi alla realtà e di amare gli uomini nostri fratelli.
La fede è una novità di vita, per questo lungo gli anni della storia della Chiesa i martiri hanno testimoniato col sangue che della fede si vive e si può morire.
Mentre noi oggi celebriamo questa solennità in questa società stanca, amareggiata, soddisfatta e insieme disperata, in moltissime parti della terra i nostri fratelli cristiani hanno effuso il loro sangue per dire la loro adesione a Cristo morto e risorto.
Negli ultimi dieci anni quaranta milioni di cristiani hanno offerto la loro vita perché la risurrezione del Signore era un fatto della loro esistenza e attraverso la loro testimonianza e il loro martirio poteva diventare un fatto nella vita degli uomini. Così sia, fratelli, per me e per ciascuno di voi. Così sia.

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