Omelie ed interventi

OMELIA ESEQUIE DI PIERLUIGI TARTARI

Cattedrale di Ferrara

14/11/2015

Sia lodato Gesù Cristo!
La certezza che abbiamo appena sentito proclamare dalla Chiesa in questa liturgia della parola, ovvero “le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e non le turba più nulla”, non mi esime - come capo di questa comunità ecclesiale - dal dire alcune cose di fronte ad un evento che ha segnato gravissimamente la nostra comunità diocesana e ha turbato la coscienza e il cuore della nostra comunità civile. Non si può amare la verità senza dirla, dunque è giusto che si dica la verità. Questo evento è un segno devastante che il mondo di oggi è in mano al demonio, come del resto aveva profeticamente anticipato il Signore Gesù nel Vangelo di San Giovanni, perché è certamente un’impostazione diabolica della vita quella che fa sì che i propri istinti vengano prima di tutto e la insaziabile avidità di denaro diventi l’unica ragione di vita e il motivo di soppressione della vita dell’altro, se vi si oppone.
I propri desideri sono affermati come diritti, il comodo è l’unica legge, e il benessere è ciò per cui un uomo vive. Questa logica si dipana ogni giorno nella vita del nostro popolo e tende a diventare quel pensiero unico dominante nei confronti del quale ci ha messi tante volte in guardia Papa Francesco: l’altro esiste nella misura in cui mi serve e quando non mi serve più non ho più nessun debito di riconoscenza nei suoi confronti e neppure di rispetto per la sua vita. L’uccisione a scopo di furto o di rapina è uno degli esempi più squallidi di questa volontà dell’individuo di dominare tutta la realtà e, parafrasando il titolo di un grande romanzo dell’inizio dello scorso secolo, si potrebbe dire che è l’uomo che si concepisce come “padrone del mondo”. Ecco il mondo in cui è accaduto questo evento tragico, incredibile, inaspettato e che non può non suscitare un giudizio di gravissima condanna.
Non si può non condannare un gesto come questo, e se l’impostazione cristiana della vita esigerà il perdono, questo perdono lo si potrà dare soltanto quando costoro - che si sono macchiati di questo grave crimine - assicurati alla giustizia e dopo aver pagato il loro debito, avranno dato sufficienti garanzie di essere pentiti.
Di fronte a questo, il nostro fratello Pierluigi è entrato con la consueta tranquillità e umiltà, e la discrezione con cui ha vissuto la sua vita di un uomo buono, di una bontà esemplare che lo ha segnalato alla vita dei suoi concittadini tutti i giorni della sua esistenza. La sua bontà si faceva silenziosamente capacità di comprensione e anche capacità di condivisione ovvero di dare, prima che chiedere, velata dall’invito evangelico che non sapesse la destra quello che faceva la sinistra.
Pierluigi era un cristiano come vita, e non tocca a nessuno di noi giudicare la maggiore o minore appartenenza alla professione cattolica, ma certamente la bontà è un esempio insigne della fede, perché la bontà è l’espressione più significativa della fede e attraverso la bontà dei suoi figli la Chiesa giudica il mondo e accoglie gli uomini.
Il sono profondamente convinto che questa amicizia in qualche modo l’ha avuta anche nei confronti di quelli che, in modo belluino, lo hanno assalito e tormentato fisicamente, abbandonandolo poi ad una morte sicura in un posto difficilmente agibile.
È questo segno di bontà che noi, fratelli, agitiamo di fronte al mondo; e noi lo giudichiamo questo mondo che è in mano al demonio e che perciò infinite volte ci ha sorpreso e ci sorprenderà, infatti, celebriamo queste esequie all’indomani della grande e terribile tragedia che ha sconvolto un Paese amico.
Il demonio non cesserà di dimostrare che egli è il padrone del nulla e perciò distruggendo la realtà afferma il suo potere.
Noi, però, continueremo implacabili ad offrire, di fronte a questo male pervasivo, la serena testimonianza di una Chiesa che vivendo per Dio, - come popolo sollecitato e sostenuto da una fede che lo precede, come il nostro Pierluigi, e che va oltre ciascuno di noi -, non dice soltanto parole di condanna ma mostra che c’è una vita buona che è stata spenta dal male e celebra, in modo misterioso ma reale, la vittoria di Dio.
Dio in Gesù ha affermato il suo potere sul male morendo per il Padre e per i fratelli, e non c’è nessun sacrificio sulla terra che essendo vissuto bene non riproduca, in qualche modo ma realmente, la morte e la risurrezione di Cristo.
In questa certezza, che non riduce il dolore gravissimo soprattutto dei suoi parenti e dei suoi amici, noi riconsegniamo Pierluigi al Padre, lieti di aver potuto godere della sua compagnia per un tratto lungo della sua vita, anche se siamo certi che egli, in qualche modo ma realmente, continua la sua presenza fra di noi.
Così sia.

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