Omelie ed interventi

OMELIA A VILLANOVA DI DENORE

12/06/2016

Sia lodato Gesù Cristo!
Innanzitutto, fratelli miei, risentiamo ed è tra noi la grande certezza contenuta nel Vangelo che abbiamo sentito proclamare ovvero che tutti noi di fronte a Cristo siamo come la peccatrice a cui sono sati tolti i peccati non perché lei avesse meritato questo perdono, non perché si comportasse bene, perché peraltro non si comportava bene secondo la concezione oggettiva della vita sociale di allora e di oggi, ma perché - incontrato il Signore - lo ha seguito senza mettere condizioni. Il gesto dello spargere il vaso di profumo sui piedi del Signore è un gesto grande. Infatti, diceva Sant’Agostino che fin che esisterà il mondo e la storia si ricorderà questo gesto in cui questa donna ha saputo sintetizzare in modo mirabile la sua dedizione al Signore e la sua gratitudine a Lui.
È questo che ci tiene insieme ed è questo che nella comunità cristiana ogni giorno si è chiamati a ricordare e a vivere ovvero che siamo stati travolti da un avvenimento più grande di noi che ci ha salvato: «ti sono perdonati i tuoi peccati» (Lc 7,48). Ecco, questo grande annunzio del Signore provocò nel cuore dei cattivi che guardavano la scena una ulteriore reazione che li spinge a dire: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» Lc 7,49.
Questa certezza vorrei condividere con voi con tanta affezione, la stessa affezione che mi ha spinto a venire oggi a celebrare questa Eucaristia con voi e per voi. Non è facile quello che debbo comunicarvi, anche se credo sia largamente atteso. Ho deciso, anche accogliendo la richiesta di don Nicola che mi ha chiesto un lungo periodo di riposo, di porre fine alla sua esperienza di parroco di queste due parrocchie e quindi mi attivo fin d’ora ad una successione che cercherà di rispondere il più positivamente possibile alle vostre giuste esigenze di essere guidati sulla strada della fede e della carità. Abbiate pazienza per questa estate e sappiate riferirvi a don Giovanni Pisa, impareggiabile vicario di questa vicarìa, che vi darà l’orario preciso delle messe feriali, prefestive e festive in modo che non venga diminuita quantitativamente la preoccupazione della guida e del sostegno della vostra comunità, e sarà a disposizione per qualsiasi problema si dovesse palesare in questo tempo. Attraverso lui le cose mi saranno rese certamente presenti in modo da potermi coinvolgere ed eventualmente intervenire.
Si fa così nella vita, non si trasforma una fatica in tragedia e voi certamente siete stati maturi perché non avete trasformato in reazioni le fatiche che avete vissuto e allora guardiamo questi mesi come una prova, sapendo che qualsiasi tipo di prova è data perché maturi la fede e maturando la fede cresca la carità e crescendo la carità sia più viva la comunità. Quello che io desidero per voi è che facciate una autentica esperienza di chiesa, di popolo del Signore, che mangia e beve, veglia e dorme, vive e muore non più per se stesso, ma per il Signore che è morto e risorto per noi. Quello che amo e desidero per voi è che maturi l’esperienza di fede e di carità e le porte di questa bellissima chiesetta si aprano non per fuggire verso il mondo, ma per uscire dalla chiesa e riportare il più possibile gente che non pratica crede o introdurre il più possibile gente che non crede o gente che ha ostilità verso la Chiesa o più semplicemente, come nella maggior parte dei casi, gente che ha una ignoranza spaventosa di Cristo e della Chiesa, ma che attraverso la vostra testimonianza e il vostro incoraggiamento possano varcare le soglie della Chiesa per partecipare al mistero di Cristo presente in essa.
Camminiamo, abbiamo fatto un po’ fatica, ma se l’abbiamo vissuta con purità come l’avete vissuta è qualche cosa che solo Dio vede, solo Dio valorizza e solo Dio premia. Così sia.

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