Omelie ed interventi

OMELIA CRESIME A ZERBINATE

26/06/2016

Abbiamo appena ascoltato, nella proclamazione del brano del Vangelo di Luca, il cammino del Signore che si avvia verso Gerusalemme per il compimento della sua missione che significherà per Lui il sacrificio della vita come amore al Padre e come amore ai fratelli che il Padre gli aveva dato.
Questo cammino viene accompagnato da prese di posizione, da atteggiamenti, da espressioni diverse. Sembra che tutti vogliano manifestare al Signore la loro volontà di star con lui, di seguirlo, di condividere la sua vita, di partecipare alla sua missione, ma nel modo con cui si offrono appare chiaro che loro tentano di ridurre il Signore alla loro misura, alla loro portata e di non accettare quella profonda novità che implica la sequela in tutto e per tutto. Non possiamo fissare noi la modalità, il modo concreto della nostra fede, perché noi dobbiamo vivere la nostra fede nel Signore accettando che sia Lui a guidarci, sia Lui a farci camminare dietro di Lui affinché anche in noi si compia la sua vita. Ecco, è proprio questo l’approccio alla Cresima. Voi siete già dentro il popolo di Dio, voi avete già incontrato il Signore nel momento del vostro Battesimo e da quel momento avete camminato con Lui, dietro di Lui, nella vita della vostra comunità parrocchiale, aiutati dai vostri genitori, dal parroco, dai catechisti. Avete fatto già un cammino, dunque, e allora che senso ha questo gesto che Cristo ha stabilito per confermare coloro che lo seguono? Certamente per rendervi più forti nella fede, per farvi partecipare più profondamente alla sua missione e per farvi vivere pienamente la compagnia con Lui.
Il sacramento conferma, ma come conferma?
Conferma con un dono straordinario: il dono dello Spirito. Con questo dono il Signore mette in comune con noi il suo Spirito, la modalità profonda con cui ha vissuto, il sentimento con cui ha amato la vita e gli uomini, la modalità con cui ha concepito ogni istante non per affermare se stesso, ma per affermare il Padre eterno di cui era l’espressione definitiva nella storia.
Ecco, è questo che oggi dovete aver chiaro ovvero che la vostra vita è come se fosse investita dallo Spirito Santo di Dio che non avete meritato, perché nessuno merita i sacramenti, in quanto la Chiesa dona i sacramenti a coloro che ne fanno richiesta, perciò di tratta di un dono.
Vi siete preparati e certamente comprendete di più il mistero della fede grazie a questi mesi di cammino catechetico, ma lo Spirito irrompe nella vostra vita, infatti, fra qualche istante, nella celebrazione del rito, diremo che questa Cresima è la discesa dello Spirito Santo su ciascuno di voi, come lo Spirito Santo discese su ciascuno degli apostoli chiusi nel cenacolo e spalancò la loro vita a Cristo e alla missione. Quel gruppetto pieno di timori e di perplessità e che alternava momenti di gioia a momenti di paura fu trasformato in un popolo che da quel momento percorse le vie della storia per annunziare Cristo. Proprio perché loro hanno percorso le vie della storia annunziando Cristo che la fede è arrivata fino a noi.
Nessuno di noi che è qui sarebbe un cristiano se non ci fosse stato il flusso di fede delle generazioni che ci hanno preceduto e che ci hanno comunicato la loro fede in Cristo come la più bella, la più grande e la più vera delle eredità. Ecco, aprite perciò il vostro cuore quest’oggi di fronte al Signore che viene, accogliete il suo Spirito e chiedete che trasformi veramente e in profondità la vostra intelligenza perché da questo momento siate più fortemente cristiani.
Essere fortemente cristiani vuol dire essere testimoni del Signore davanti agli uomini, ogni giorno della vita, qui e fino agli estremi confini del mondo. Così sia.

Stampa questa pagina