Comunicati stampa

COMUNICATO IN RELAZIONE ALL'INTERVISTA DI MONS. LUIGI NEGRI SU “IL MESSAGGERO”

09/06/2015

L’Ufficio Stampa dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio comunica che l’Arcivescovo S.E. Mons. Luigi Negri, nell’intervista pubblicata su “il Messaggero” di oggi 9 giugno 2015, intendeva - come si evince con chiarezza - formulare giudizi di carattere esclusivamente culturale e per nulla intervenire con giudizi sulle singole persone e sulle loro opzioni di carattere sociale e politico che ciascuno ha diritto a realizzare in piena libertà, autonomia e responsabilità.
In questo ha evocato più volte la posizione di Papa Francesco che invita a non giudicare le persone e le loro intenzioni personali.
L’Arcivescovo aveva un’altra preoccupazione, che ribadisce con chiarezza e che nella sua sostanza è stata effettivamente riportata dall’intervista: sul piano squisitamente culturale esistono oggi nel nostro Paese posizioni innegabilmente alternative. La posizione di chi ritiene che nell’esperienza della fede è contenuta la possibilità di una conoscenza adeguata della propria identità umana e quindi della possibilità di un pieno svolgimento dell’esperienza umana a partire dalla fede, e la posizione di chi ritiene che il problema della vita sia l’espressione di una concezione tecno-scientifica e ateistica.
In questo senso l’Arcivescovo ha riecheggiato la posizione tante volte formulata dal magistero di Benedetto XVI per il quale la tecnoscienza è oggi una grande ideologia pervasiva, che rende impossibile un’esistenza pluralistica e libera.
L’Arcivescovo dice che chi è cristiano sia coerentemente cristiano fino in fondo, chi non è cristiano porti le sue scelte a conseguenze altrettanto nette e coerenti.
Non ci deve essere confusione tra queste due posizioni, il che lascia totalmente libero ciascuno di fare le proprie opzioni culturali, sociali, politiche e religiose con piena autonomia.
Se questa riflessioni hanno dato adito ad enfatizzazioni che possono essere apparse una condanna verso alcune persone e le loro scelte politiche l’Arcivescovo non ha nessuna difficoltà a chiedere scusa a coloro che si sono sentiti chiamati in causa.
In conclusione Mons. Luigi Negri ritiene che le parole che meglio esprimono la sua posizione sono quelle che Papa Francesco ha pronunciato questa mattina nell’omelia a S. Marta. Il cristianesimo non è semplicemente “una bella idea”, un sistema filosofico, una semplice dottrina, ma piuttosto qualcosa di concreto. Dobbiamo quindi guardare “al Cristo concreto, perché l’identità cristiana è concreta” altrimenti “passiamo a questa religione un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici. Dietro c’è lo scandalo e questa identità cristiana è scandalosa.”
“vediamo comunità cristiane, anche cristiani, che si dicono cristiani, ma non possono e non sanno dare testimonianza di Gesù Cristo. E così la identità va indietro, indietro e si perde, è questo il nominalismo mondano che noi vediamo tutti i giorni. Nella storia di salvezza Dio, con la sua pazienza di Padre, ci ha portato dall’ambiguità alla certezza, alla concretezza dell’incarnazione e della morte redentrice del suo Figlio”.
Ferrara 9 giugno 2015

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