OMELIA ESEQUIE DI PADRE GIACOMO FERRARI

Basilica di San Giorgio fuori le mura
20/03/2017
Sia lodato Gesù Cristo!
Questa Basilica grida le lodi di Dio attraverso lo splendore dell’arte e padre Giacomo ha testimoniato la grandezza della paternità di Dio attraverso la sua vita di fede in Cristo e di amore ai suoi fratelli.
Tutti voi, certamente più di me per una frequentazione più lunga, non potete certo dimenticare che di fronte a lui, quando apriva le sue braccia nell’abbraccio o il suo sguardo di tenerezza, ci si trovava di fronte a un testimone qualificato del Padre. Una persona lasciandosi accogliere da lui capiva e sapeva che era il Padre eterno che lo accoglieva attraverso lui, così che tutti voi, come me, avete sperimentato che, per i pochi o lunghi istanti del dialogo con lui, eravate tutto per lui. Eravamo accolti nella totalità della nostra vita, dei nostri problemi, della nostra umanità complessa, qualche volta contradditoria, qualche volta segnata dalle fatiche e dagli errori, qualche volta lievitante della bellezza e della gioia di Dio.
Egli ci accoglieva per il Padre e in nome Suo, e in questa accoglienza ciascuno di noi se ne andava via certo che il Padre Eterno lo aveva accolto e che avrebbe continuato ad accompagnare la sua vita.
Questo è stato Padre Giacomo: un testimone qualificato del Signore, un testimone di Dio nel mondo di fronte agli uomini, nell’apertura del suo cuore e nell’intelligenza della sua vita. Non è stato certo uomo per il quale andava bene ogni cosa. Non è stato certo un uomo che taceva di fronte agli errori e agli equivoci della vita del mondo, come della vita di ciascuno di quelli che incontrava. Tuttavia questa chiarezza di giudizio diventava carità. Quello che mi sembra incredibile, fratelli miei, è che gli uomini stiano perdendo, certamente per un influsso del maligno, la distanza fra la verità e la carità ovvero la capacità di portare nel mondo e nella vita di ogni uomo la chiarezza assoluta di Cristo, perché Cristo è la verità, e nel contempo di far fiorire da questa verità l’immagine della vita definitivamente nuova che è la carità.
Ecco, padre Giacomo ha saputo declinare la chiarezza del suo giudizio con una capacità sterminata di carità che non ha escluso nessuno, ma ha fatto sì che ognuno di quelli che ha incontrato si sentisse preso sul serio e valorizzato da lui e da Dio.
Per questo, nella inevitabile sintesi che c’è sempre in ogni congedo umano, fra il dolore di un’assenza e la letizia del compimento di una vita buona, oggi prevale la letizia per una vita buona che padre Giacomo ha speso per tutti i suoi figli e l’ha fatta diventare una presenza, che non si conclude in questo giorno, nel cuore dei suoi figli.
È stata una presenza che non si conclude in questo giorno ma che troverà il modo ed il tempo per essere continuamente esperienza della vita sua con noi e della vita nostra con lui.
Quest’oggi, perciò, non possiamo non chiedergli di continuare a volerci bene, di continuare a voler bene alla nostra vita, al nostro destino di cristiani, al nostro cammino, talora faticoso, di testimonianza cristiana. Gli chiediamo di intercedere affinché questa nostra vita fiorisca nella carità di Cristo di cui è stato un testimone straordinario. Noi abbiamo la certezza che, nella misteriosa e reale compagnia dei santi, nulla di tutto quello che è stato vissuto si riduce o finisce. Tutto quello che è stato vissuto rifiorirà, statene pur certi, in forme che neanche immaginate ma che saranno reali, perché i cristiani sanno che coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede sono una presenza, diversa ma non meno reale. A questa presenza affidiamo la nostra vita, come la abbiamo affidata tante e tante volte nel dialogo con la sua portentosa umanità in cui egli scompariva per lasciare il posto al volto amabile di Gesù Cristo. Così sia.